giovedì 25 ottobre 2012

La grande festa dell'Islam

Con il tramonto di questa sera, è iniziata "la festa dell'agnello", la solennità massima dell'Islam. Detta anche "festa del sacrificio", ricorda il sacrificio di Ismaele da parte di suo padre Abramo/Ibrahim, obbediente alla volontà divina. Nel racconto islamico, grazie all'intervento di un angelo, Ismaele è sostituito da un agnello o da un montone. Nella Bibbia il figlio sacrificato è invece Isacco.
In ricordo del sacrificio dell'agnello, ogni capofamiglia musulmano sacrifica un animale e distribuisce ai poveri parte della carne.

Se domani, molti operai musulmani saranno assenti dalle fabbriche e dai luoghi di lavoro, è perchè stanno festeggiando la loro festa più grande, che per noi cristiani può essere paragonata alla Pasqua. Assenti ingiustificati? Lettere di contestazione in arrivo!

Il futuro della nostra società multietnica, mi auguro al più presto, sarà quello di riconoscere e lasciare celebrare le feste più importanti per i cittadini che abitano il nostro Paese. 

In Canada, a Montreal, ho conosciuto un Centro di formazione, composto da 6-7 persone di 3 differenti religioni. I giorni di festività dell'anno, e quindi di chiusura del Centro, coincidevano con le maggiori feste delle tre religioni, in modo da permettere a tutti di celebrare le proprie tradizioni religiose e culturali. E' possibile farlo anche nelle nostre fabbriche?

(diversamente da quei fenomeni di "con-fusione" di feste che sono già presenti, basta pensare a come la festa dei Santi e dei Morti si stia trasformando in festa di Halloween...e soltanto per motivi commerciali!)

Solo attraverso il riconoscimento della diversità religiosa e culturale, riusciremo a costruire una società di pace, ricca di colori e di belle e arricchenti differenze. 

1 commento:

  1. Io invece credo che le religioni più conosciute e considerate monoteiste abbiano molti più punti in comune che in disaccordo. Il problema nasce dalla diversa interpretazione
    e soprattutto dai liberi adattamenti apportati da chi legge il testo (di solito un sacerdote o istituzione sacerdotale) provocati dalle mentalità, culture e spesso (più di quanto non s pensi) dalla necessità di usare quel testo per scopi politici sociali
    Pochi mesi fa ho ascoltato un medico e studioso di teologia creare un intenso collegamento tra islam e cristianesimo ed ipotizzare proprio la pacificazione tra le due religioni- anzi meglio 2 culture - creando una società coesa ed armonica proprio grazie alla compenetrazione di correzioni di corano e bibbia da entrambe le parti.
    Io non ho dubbi che cio possa e debba avvenire anche se si deve superare non solo l'antagonismo ma la difficoltà atavica e tutta al maschile di non riuscire ad ammettere di aver sbagliato e di rinunciare alla propria supremazia per un Bene più grande. Che non è solo la pace tra noi ed in noi e nel mondo , ma anche la verità
    Finalmente

    RispondiElimina