domenica 24 luglio 2011

L'informazione non generalizzi sullo straniero!

"Se in una cassetta di mele, ce ne sono due o tre di marce, non si può buttare via tutta la cassetta!"

Con questa immagine, un collega di origine nigeriana mi spiegava che non si può generalizzare, non si può fare di un erba un fascio. Anche se nelle prime pagine dei quotidiani di Padova le notizie di questi ultimi giorni mettevano in evidenza crimini compiuti da persone di origine straniera, bisogna fare alcune doverose osservazioni.

Finalmente anche i titoli riportano la nazionalità precisa di chi commette un reato. Mi spiego, fino a qualche anno fa, i giornalisti avrebbero scritto: "Nero accoltella marocchino". Adesso precisano: "Nigeriano accoltella tunisino". Può sembrare una sottigliezza ma non è così. A Padova ci sono rappresentanti di tutta l'area del Magreb e dell'Africa sub-sahariana. Un marocchino non è un tunisino o un algerino, un nigeriano non è un congolese, un senegalese non è un camerunese. Così come un norvegese non è un italiano, o un veneto non è un siciliano.
Precisare ci permette di non etichettare, di non assolutizzare.
Gli slogan, le notizie da prima pagina, le frasi ad affetto, le leggi... tendono a generalizzare, forse per necessità, ma creano la cultura del facile giudizio.

I problemi legati all'integrazione ci sono e sono pesanti. La repressione non solo non basta ma può creare effetti contrari.
La scuola ha in mano un grande potere, ho grande speranza per il futuro!

1 commento:

  1. Ma non leggiamo mai "Italiano uccide..." ma "Uomo uccide....."
    Allora perchè non scrivere Uomo o Donna per tutte le nazionalità?

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