martedì 9 febbraio 2010

SENTIRSI IMPOTENTI

...E ASPETTARE

Vi siete mai tremendamente scoperti impotenti, dentro una situazione che pensavate gestibile?
Mi è capitato ieri, mentre accompagnavo un ragazzo autistico in piscina. Non era la prima volta e neppure la seconda, da anni ormai ci conosciamo. Sua madre mi diceva che ultimamente era nervoso, si isolava più del solito. Mentre eravamo in macchina, inizia la sua crisi. Ha cominciato a tirarmi i capelli, lanciarmi pugni, dimenarsi come mai lo avevo visto prima. Cosa bisogna fare in queste situazioni?
Ho accostato rapidamente la macchina, e ho cercato di contenerlo, afferrandolo per le mani. "Sei arrabbiato con me? Non desideri più la mia compagnia?" Ero spaventato, i miei muscoli lottavano con un'altra forza incredibile. Non era un litigio tra coetanei, nè un assalto ad un ladro. Mi sembrava così assurdo usare la forza fisica per tenere qualcuno, non sono un tipo violento. Nella mia vita le ho sempre prese, pur essendo massiccio. Continuavo a tenerlo bloccato, nel frattempo ho telefonato alla madre, dicendole di arrivare al più presto possibile, dopo il P1 ad Abano, sulla sinistra. Ho anche pensato di chiamare il 118, ma non potevo trattarlo come un delinquente.
Cosa potevo fare? Non ero in grado di calmarlo. "Nel nome di Gesù, ritorna in te stesso!" non ha funzionato. Avevo bisogno di aiuto, della ricetta magica contro tali disturbi. La bontà non bastava. Dovevo accettare l'inaspettata sconfitta al posto di un'appagante servizio di volontariato e di amicizia.
Ora mi chiedo: lo porterò ancora in piscina?

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