giovedì 29 luglio 2010

La verità ai propri figli?

E' giusto, secondo voi, dire la verità ai propri figli?
Ci sono verità che scottano, che fanno sentire diversi, giudicati, condizionati.
Certo, esistono i modi giusti per spiegare ai propri figli situazioni difficili, passati sofferti, esperienze che si discostano dal benedetto modello unico e che li coinvolgono. Me lo chiedo perchè esistono visioni differenti: chi preferisce nascondere e chi invece raccontare, chi mentire, magari in buona fede, chi invece confessare la cruda realtà. Nascondere per proteggere? "Se fosse stato per il suo bene avrei mentito" mi confida una madre molto combattuta. Qual è la cosa migliore, in linea di massima? Forse che un bambino non percepisce una bugia vestita da amore?

9 commenti:

  1. Questo che proponi è proprio un bel dilemma, Federico: meglio la verità che magari fa male oppure una bugia per non far soffrire. Certo, bisogna considerare la situazione e il bambino, non tutti sono uguali, ci sono bambini più sensibili, altri meno. Per quanto riguarda la mia esperienza di mamma, posso dire che ai bambini è sempre meglio dire la verità, magari con le dovute cautele: loro, anche se piccoli, si accorgono se ci sono anche delle piccole incongruenze in ciò che racconti, insomma se stai loro mentendo. In questo modo perdi la loro fiducia e poi , se capiscono che hai detto loro una bugia, un domani possono sempre rinfacciartelo.Anche i miei sono così:nonostante siano gemelli, hanno un carattere diverso, uno è più sensibile dell'altro.Però perdono fiducia in me se si ricordano che ho loro mentito, magari per "addolcire la pillola". Insomma, secondo me, sempre meglio dire la verità. Poi ognuno si comporti come ritiene più opportuno. Ripeto, non tutte le situazioni sono uguali e non tutti i bambini sono simili. Ciao, Federico.

    RispondiElimina
  2. si, federico caro, i bambini percepiscono, eccome!!
    Mentire non va mai bene. Non che la verità vada spiattellata violentemente, è ovvio, specie se si tratta di situazioni complicate, ma accompagnare un bimbo, man mano che cresce, sulla via della verità, specie se questa verità lo riguarda, se si tratta di qualcosa di fondamentale nella sua vita, come, ad esempio, l'abbandono, l'adozione,l'assenza di un genitore, questo si, glielo dobbiamo, magari facendoci aiutare da chi ha esperienza. E' un diritto dell'essere umano conoscere la propria storia in tutti i suoi particolari, e sulla base di questo, farsi poi, autonomamente, un'idea propria. Ognuno di noi ha diritto ad essere amato e rispettato. E quell'amore di cui dobbiamo cibarci è fatto di fiducia, rispetto, stima, coraggio, onestà. Come può un bambino acquisire questi valori se non ne riceve esempio dalle persone che più ama?
    A volte dimentichiamo che il bambino di oggi è l'uomo di domani, e il tempo scorre molto velocemente. E quando nostro figlio, con un'identità traballante, ci chiederà: mamma, papà, perchè mi hai mentito? chi sei, allora? e chi sono,io? cosa risponderemo?
    Meglio una verità dolorosa che una menzogna. SEMPRE
    Un abbraccio grandissimo a te

    RispondiElimina
  3. mia madre me lo ha detto fin da quando sono nata che non avevo un padre..o meglio..ho sempre saputo chi era e sapevo che aveva un'altra famiglia..per me era una cosa normalissima.certo durante gli anni la cosa mi ha creato dei problemi emotivi...ma forse un figlio di divorziati sta peggio,perchè ha conosciuto l'amore del padre che,quasi in tutti i casi,viene allontanato da lui..non so...per me è così.

    RispondiElimina
  4. Hai proprio ragione! La confusione è più dannosa della cruda, amara, ingiusta...realtà.

    RispondiElimina
  5. amichetto: - che lavoro fa tuo papà? -
    F. 8 anni: - mio papà è morto -

    Questi sono i momenti in cui fatico a tenere dentro la rabbia. quando sento un bambino senza padre che annaspa di fronte alle domande dei coetanei

    RispondiElimina
  6. Ho pubblicato quanto sotto anche sul forum/ sito (sezione -Mentire a sè stessi-)da dove anche io ho appreso, non troppo "cadendo dalle nuvole", della esistenza di una mamma con un bambino rifiutato dal padre.

    A maggior ragione dopo aver letto le 4 righe di Anonimo scritte qui il giorno 4 agosto. Sono parole che polverizzano anche i
    cuori più induriti, se non sono gia diventati roccia

    Nell 'intervento nel forum di oggi 5/8, ho scelto di firmarmi Braille, perchè mi accorgo che leggere e scrivere su carta (testi sacri compresi) cio che è stato scritto con inchiostro, se non sappiamo leggere e scrivere le nostre ed altrui storie REALI, scritte spesso nella carne e nel sangue

    Riporto anche qui la mia riflessione, scusa se non è esclusiva questa volta, perchè si sposa con questo tema da te proposto: Dire la verità ai figli?

    Non credo sia possibile dire la verità ai figli ,se prima non proviamo e ci alleniamo almeno a dirla a noi stessi .

    RispondiElimina
  7. Leggere tra le Nuvole5 agosto 2010 12:59

    Qualcuno è ancora convinto che quando l’umanità (o anche semplicemente qualche uomo potente che la rappresenti ) toccherà l’apice della miseria, bassezza, falsità, egoismo, volontà distruttiva, un altro figlio di Dio tornerà sulla terra per ristabilire equilibrio e provare a depositare qualche elemento di verità tra tanta menzogna mascherata da altro

    Ma non sarà .

    Un uomo buono, vero, giusto, onesto, desideroso di offrire voce ai poveri e agli afflitti, quanti giorni potrebbe sopravvivere qui prima di essere fatto nuovamente a pezzi preferito al delinquente di turno, il Barabba che cattura il consenso della massa?
    Cosa abbiamo imparato?

    Le storie delle maria che rischiano la lapidazione e sono salvate in extremis da un’ispirazione raccolta da giuseppe silenziosi e discreti, ma giusti

    -la storia degli erodi che per non perdere il regno uccidono, complice un esercito di fedeli servili mercenari, annientano madri sventrate dell’agonia di figli decapitati e fatti morire lentamente

    -le storie dei giovanni che denunciano le tresche del potere e ipocrisia mascherate da machiavelliche necessità, ma non sono ascoltati

    -le storia dei Giuda che per denaro tradiscono i loro veri amici

    -le storie dei gesu che anelano a far crescere amore nei cuori dei loro discepoli, ma che dopo averne constatato incapacità di amare affidano loro nulla di più che il ruolo di pascolanti di greggi

    - le storie dei gesu lasciati soli ed ancora traditi nel momento di massimo dolore tra indifferenza e sonni profondissimi

    - le storie dei gesu che hanno operato tanto per trovare ad ognuno un posto e sono morti poveri e spogliati di ogni cosa, senza che nessuno avesse per loro preparato un posto per il loro riposo eterno...
    - le storie dei gesu che si sono fatti ascoltare, vedere, toccare, fatti infilare le dita nelle ferite e nonostante tutto non sono stati creduti

    (....l'elenco continua)

    Queste storie si ripetono ogni giorno, davanti ai ns occhi, CIECHI.
    Non occorre leggerle nel vangelo, dato che non lo sappiamo proprio leggere , anche se qualcuno di buona volontà, ce lo pone davanti
    Ed infatti ogni vero Dio non si è mai interessato al fatto che venisse inutilmente scritto e adulterandolo , spiegato da SORDI ad altri SORDI

    RispondiElimina
  8. dedicata a tutti i genitori che sono stati abbandonati dai loro figli o li hanno persi veramente. e a tutti i bambini che ogni sera prima di addormentarsi aspettano che ricompaia sulla soglia il papà o la mamma che hanno perduto e confidano di veder tornare . la parola morte - a volte - è troppo diffcile da spiegare anche ad un adulto
    ...che ci sia sempre un tetto di stelle e un raggio di luna ad illuminare la loro stanza interiore e la coscienza tomba di chi non puo o non vuole tornare


    10 agosto (in parafrasi)

    San Lorenzo, io lo so perché un così gran numero
    di stelle nell’aria serena
    s’incendia e cade, perché un così gran pianto
    risplende nel cielo.


    Una rondine ritornava al suo nido:
    l’uccisero: cadde tra rovi spinosi:
    ella aveva un insetto nel becco:
    la cena per i suoi rondinini.



    Ora è là, morta, come se fosse in croce, che tende
    quel verme a quel cielo lontano;
    e i suoi rondinini sono nell’ombra, che attendono,
    e pigolano sempre più piano.



    Anche un uomo tornava alla sua casa:
    lo uccisero: disse: Perdono;
    e nei suoi occhi sbarrati restò un grido:
    portava con sé due bambole per le figlie...



    Ora là, nella solitaria casa,
    lo aspettano, aspettano invano:
    egli, immobile, stupefatto mostra
    le bambole al cielo lontano.



    E tu cielo, dall’alto dei mondi
    sereni, che sei infinito, immortale
    inondi con un pianto di stelle
    quest’atomo opaco del male!

    RispondiElimina
  9. Caro ltnl,
    quelle parole polverizzano soltanto i cuori non induriti. siamo qui ad aspettare....che un cuore chiuso e spaventato si apra all'amore, e, sperando che legga queste parole, mie e di voi tutti, coscienze in bilico tra stupore e incredulità, si fermi un attimo, nel silenzio e nella solitudine, a spaventarsi della sua durezza, a ricordare che c'è un figlio che non sa rispondere alle domande dei suoi amichetti, perchè lui sa che suo padre non è morto, ma cos'altro rispondere....è un prete? non può. Ha già capito che di questo bisogna vergognarsi.
    Ma quello che continua a non capire è...ora che non è più prete, perchè non viene da me? non lo sa, per questo non trova le parole...e, allora, è costretto a mentire

    RispondiElimina