lunedì 31 agosto 2009

SI E' CONCLUSO IL PRIDE VILLAGE

PRIDE VILLAGE: FUORI DAL “GHETTO” PER UN RICONOSCIMENTO NELLA SOCIETA'

di Federico Bollettin

(pubblicato su Il mattino di Padova domenica 30 agosto)

Si concluderà questa sera, tra i padiglioni della fiera di Padova, il Pride Village “la festa di tutti” alla sua seconda edizione. Forte del successo dello scorso anno, la manifestazione promossa da Arcigay ha cambiato sede, rendendola sempre più al centro dell'attenzione, con un paio di settimane in più. Il luogo è stato ben curato, gli sponsor sono aumentati, gli ospiti graditi.
E mentre continuano a ripetersi fatti di violenza nei confronti di persone omosessuali, l'ultimo accaduto a Roma non molti giorni fa, Padova ha nuovamente offerto uno spazio di libertà in cui anche gay, lesbiche e transessuali possano sentirsi al sicuro, dai pregiudizi prima di tutto ma anche da gesti di discriminazione. Chiusi dentro un luogo protetto, se vogliamo, in attesa però di uscire fuori allo scoperto quando il clima politico e sociale lo permetterà. Violenza è rifiutare e discriminare una persona perchè gay, violenza è anche imporre una nuova visione di coppia, di famiglia, di amore senza una adeguata preparazione culturale. Lo dico per esperienza personale: quando pretendi che gli altri accettino una novità, spesso si ottiene l'effetto contrario! Occorre tanta educazione, e un euro di laicità che ognuno dovrebbe gettare nel salvadanaio dello Stato e nel cestino delle offerte in chiesa. E l'Italia, per molti, è in pesante ritardo rispetto ad altri Paesi europei, e ciò è dovuto principalmente alla forte e influente presenza vaticana. “Il fatto di non avere gli stessi diritti delle coppie eterosessuali” mi racconta un ragazzo di Legnago “ci spinge a non credere in relazioni stabili e durature. Il non essere riconosciuti crea infedeltà e infelicità”. Ma almeno al Village due ragazzi possono baciarsi, seduti sui divanetti, più per liberazione che per esibizionismo. Dalle serate-dibattito che hanno saputo coinvolgere il pubblico agli spettacoli musicali, dai documentari alla classica discoteca all'aperto. Non manca davvero niente. O forse manca la possibilità di allargare i confini del Pride Village fino al punto da contenere tutta la città. Viviamo realmente in un “village” dove ognuno vorrebbe esprimere con orgoglio la propria unicità e diversità, senza nascondersi per paura di essere arrestato o picchiato per niente. Solamente per il fatto di esistere. In alcune occasioni il neoassessore dell'Ambiente del comune di Padova, Alessandro Zan, nonchè presidente regionale di Arcigay, ha ribadito l'importanza di un'educazione al rispetto delle diverse tendenze sessuali, contro l'omofobia, da promuovere soprattutto nelle scuole e nei luoghi di ritrovo dei giovani.

CHIEDO UNA REAZIONE ALL'ARTICOLO: Ho detto qualcosa di irrispettoso nei confronti di omosessuali, lesbiche o transessuali? Ve lo chiedo perchè l'anno scorso il mio articolo sulla conclusione del Pride Village era stato ripreso da alcuni siti di gay, arcigay, Grillini, ecc... Quest'anno finora non lo vedo circolare. Allora mi chiedo se ho scritto qualcosa che non va o che offende, o addirittura di troppo scontato. Magari sono altri i motivi per cui non è stato citato, allora vuol dire che sento forte e provocatoria una frase che ho scritto: "Violenza è rifiutare e discriminare una persona perchè gay, violenza è anche imporre una nuova visione di coppia, di famiglia, di amore senza una adeguata preparazione culturale". Aspetto reazioni... grazie mille!

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