lunedì 28 dicembre 2009

LE NOTIZIE CHE CREANO PREGIUDIZI

ESEMPIO DI NON-NOTIZIE

Le notizie sui fatti che vedono coinvolti stranieri residenti a Padova, prima o poi mi arrivano personalmente, senza la malizia dei giornali locali. Qualche giorno fa i quotidiani di Padova, hanno riportato la notizia di un fratricidio "al nero". "Congolese uccide il fratello durante una lite in casa" (dal Mattino di Padova del 18 dicembre), "Congolese litiga col fratello e lo uccide" (dal Corriere del Veneto del 18 dicembre)

Insomma la notizia viene presentata come un omicidio, lasciando in bocca dei lettori i seguenti commenti: "Ecco i soliti violenti! Gli stranieri, quando litigano, sono capaci anche di uccidere!"

E' forse scontato dire che quasi tutti gli articoli non sono obiettivi, non riportano il fatto così com'è (Biagi docet) senza quelle aggiunte affrettate che ne condizionano l'interpretazione. Discordanza tra fatto e messaggio. C'è stata più attenzione, ad esempio, nel presentare il tragico episodio accaduto a Vignola nel modenese, quando il parroco don Panini ha ucciso l'amico che lo ospitava in casa. Ecco il titolo su Repubblica del 24 dicembre "Modena, sacerdote accusato di omicidio. Avrebbe ucciso un uomo e ferito sua moglie". Non è certamente una bella notizia, ma almeno trasmette qualche dubbio sull'accaduto. Parla di accusa (che può essere giusta e ingiusta), parla al condizionale "avrebbe". Dopo gli accertamenti, gli interrogatori, è arrivata la conferma come è giusto che sia.

E' forse scontato dire che quando un prete si trova coinvolto in un reato, le notizie sono molto pesate (se non insabbiate). Come quella tragica di un prete di Milano del 20 marzo scorso: "PRETE MORTO CARBONIZZATO NELLA SUA AUTO, PROBABILE CORTO CIRCUITO" dove il termine "probabile" lascia aperte molte porte. In effetti sarebbe molto più scandaloso pensare ad un suicidio, risalendo alle vere cause che rimanderebbero ad un ripensamento della struttura ecclesiastica.

Ritornando al fatto della lite tra fratelli congolesi, la morte del più giovane, è stata causata dalla sfortuna e dalla rottura di un portale di vetro. Un pezzo gli si è conficcato dentro un fianco, causandogli la morte immediata. La madre dei due figli era disperatamente presente. Nulla di più.

Che i litigi tra africani siano molto violenti dal punto di vista fisico può essere vero. Ma difficilmente si arriva ad uccidere. Il giorno in cui una madre africana ucciderà il proprio figlio per crisi post partum, o un padre africano ucciderà l'intera famiglia e poi si suiciderà per depressione o crisi da fallimento lavorativo... allora potremmo dire che si saranno perfettamente integrati nella nostra società!

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