venerdì 29 gennaio 2010

IL DIVERSO DIVENTA "DAIMON"

LA MALA TRADUZIONE CHE HA INVENTATO IL DEMONIO


(di Amedeo Gaetani dal suo blog)


Il Messaggio d’Amore del Cristo è quello che ci invita a conoscere Dio presente in ognuno di noi, per essere persone libere e responsabili. Bisogna, però, tenere presente che nella nostra Coscienza abitano mostri indotti dall’educazione religiosa ricevuta fin dall’infanzia. Bisogna, quindi, liberarsi da queste presenze negative che condizionano la nostra ricerca di Dio nel profondo di noi stessi. Ora, il problema vero sull'esistenza o meno del demonio nasce dall'ignoranza dei Vangeli. Se si riesce a dimostrare, come è dimostrabile nei Vangeli, che, quelli che noi chiamiamo satana, diavolo, demonio, nel testo greco primitivo non hanno gli stessi significati che gli sono stati attribuiti dai traduttori in lingua italiana, la fede in Cristo riceve nuovo vigore e diventa ciò che veramente era originariamente: Un messaggio d’Amore Universale. Sgombriamo, dunque, il campo dalle false traduzioni. Partiamo dal capire come sono venuti fuori questi termini daimon, satan, diabolos, nella traduzione dei LXX, dall’Ebraico in Greco, per l’Antico Testamento e poi considereremo direttamente i Vangeli redatti in lingua Greca. Se diamo per assodato che il demonio esiste è facile attribuirgli tutto il male di questo mondo, anche se, sinceramente e usando la logica, mi pare assurdo che il Padreterno permetta che questo presunto essere immondo lavori per far soffrire gli esseri umani e Lui non muova un dito per difenderli. Allora come è nato primitivamente il termine “daimon”? Che cosa significava nell'A.T. il termine “satan”? E il termine “diabolos” (che è la traduzione greca di satan) che cosa significava veramente nei Vangeli in Greco?
Faccio un esempio pratico per dimostrare che i Vangeli vanno letti tenendo conto del tempo storico in cui sono stati scritti: Quando si legge nel Vangelo che alcuni discepoli di Gesù vanno da Lui per dirgli che Erode lo cerca, ebbene Gesù risponde: “Andate a dire a quella "volpe" che io devo predicare oggi e domani......” In italiano noi troviamo la traduzione “volpe” e, in effetti, la traduzione è buona: Gesù ha nominato proprio la volpe. Il problema non è il termine che Gesù usa ma il "senso" che questo termine trasmette alla nostra mente. Oggi noi quando pensiamo alla volpe pensiamo ad una persona furba-scaltra. Non è così al tempo di Gesù. Gesù ha detto "volpe" certo; la volpe, però, al tempo di Gesù era sinonimo di “criminale". Vedete come la differenza di senso rischia di travisare il significato del termine stesso?
Lo stesso dicasi per "daimon". Non dobbiamo vedere cosa significa per noi oggi ma cosa significava per Gesù e per i suoi contemporanei. Quando i LXX tradussero la Bibbia dall'Ebraico in Greco, dato che si trovavano in terra straniera (Alessandria d'Egitto), trovarono nella Torah (la legge ebraica) molti termini non ebraici, entrati a far parte della Scrittura e che ormai facevano parte della tradizione ebraica della diaspora, dopo l’ultimo esilio in Babilonia . I LXX tradussero questi termini incomprensibili (fauni, centauri, sirene: presenze immaginarie) con "daimon". Non solo. Daimon a quel tempo aveva un significato positivo. In Socrate il daimon aveva significato di spirito umano buono, nume tutelare, spirito divino guida. Gli autori ebrei però, pur avendo fede nel Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe, ritenevano che tutti gli altri esseri fossero opposti al Dio del bene. Era dunque, per loro, di facile deduzione che questi termini tradotti con daimon-daimonion descrivessero una sorta di semidei cattivi da opporre all’unico Dio. Non dimentichiamo che gli ebrei oltre a credere in Dio, non lo ritenevano unico ma credevano in altri dèi extrabiblici che, però, erano necessariamente inferiori, in potenza, al Dio d’Israele. Da questa concezione del Dio d’Israele, a cui vengono sottomessi gli altri dèi dei popoli extrabiblici e a cui vengono affibbiati, dai LXX, il nome “daimon”, nasce l’idea di un essere spirituale malvagio, ovviamente opposto a Dio. La mentalità ebraica, dunque, presente anche nei LXX, trasforma in negativo il termine daimon che di per sé era positivo. In altre parole, se gli dèi degli altri popoli, presenti negli scritti sacri, vengono tradotti “daimon” e se, nello stesso tempo, sono opposti al Dio buono d’Israele, se ne deduce che questi “daimon” sono esseri malvagi opposti a Dio. Il problema si acuisce quando S. Girolamo accosta questo termine al suo fantomatico Lucifero di cui nella Bibbia Ebraica non c’è traccia. Ma è proprio Girolamo che, traducendo male Isaia 14,12, fa credere che, colui che è caduto dal cielo (come Isaia disse di Nabuccodonosor) in effetti è un angelo ribellatosi a Dio prima della Creazione. Capite l'inghippo? Isaia parlando sarcasticamente a Nabuccodonosor afferma: ”Sei caduto dal cielo stella del mattino”? (Hellel). Isaia voleva semplicemente dire al Re che il suo regno era in declino. I LXX traducono "eosforos"( portatore di luce): Girolamo invece fa nascere qui il “Lucifero" che, letteralmente, vuol dire proprio portatore di luce ma dà a questo essere una connotazione malvagia dicendo che è un angelo decaduto, servendosi del daimon dei LXX, mentre Isaia si riferiva a Nabuccodonosor e non ad un presunto angelo ribelle a Dio. Dunque la favola dell'angelo decaduto nasce da Girolamo. Più tardi il daimon verrà accostato a Lucifero. Per questo motivo oggi quando si parla di Lucifero si pensa al demonio. La stessa cosa dicasi per "satan" e " diabolos". Nel parleremo nel prossimo articolo.

Riprendiamo il ragionamento sopra sviluppato per dimostrare come anche quando si parla del termine "Satan", pur presente nella Bibbia Ebraica, ci si trova davanti a false traduzioni dove viene alterato il “senso” originario dello stesso termine in questione. Questa operazione letteraria ha generato in noi, con l’incedere della storia, schemi mentali difficilmente modificabili in quanto, ben radicati nella Coscienza umana, portano l’individuo ad aver paura costantemente di questo presunto spirito maligno che lo abiterebbe in condivisione con Dio. Per questo motivo si pensa che l’uomo, pur abitato da Dio, sia disturbato costantemente da questa creatura malvagia che, in determinate condizioni, potrebbe anche possederlo. Come già affermato per il “daimon”, a fondamento di questa penosa situazione per il credente ci sono false interpretazioni da parte dei traduttori. Quando parlo di traduttori mi riferisco alla traduzione della Bibbia CEI in Italiano. Il fatto stesso che oggi, se io dico a qualcuno "satana", immediatamente la persona, che si sente pronunciare questo termine, si spaventa, deve farci riflettere. Perché? Perchè nei nostri schemi mentali si fa subito l'associazione di idee: satana= spirito maligno. Perchè questo? Perchè lungo la storia questo termine ha finito per assumere un significato diverso da come era originariamente (ecco l'importanza del “senso” originario che il termine porta in sé). “Satan” in ebraico voleva significare "avversario in guerra". Dov'è, dunque, il satana come lo concepiamo noi e di cui, ad esempio, Padre Livio, direttore della più grande stazione radio religiosa al mondo, Radio Maria, si fa assertore, tormentando gli ascoltatori e spaventandoli? Il Satan Ebraico non esiste, per la Bibbia, come spirito personale maligno ma solo come persona fisica che combatte contro un'altra persona fisica. Il Re Davide viene chiamato "satan" dai suoi nemici. Lo stesso dicasi per Re Salomone. Gesù stesso chiama Pietro "Satanas" (una variante di satan ma il significato non cambia) ma è Pietro, cioè in quel momento un avversario del progetto di Gesù di andare a Gerusalemme. Figurarsi se Gesù si permette di chiamare “Satana” un suo apostolo, intendendo con questo nome uno Spirito Maligno. Se Gesù lo chiama in questa maniera è per fargli capire che, in quel momento, Pietro è un uomo che avversa un progetto; il progetto di Gesù di andare a predicare a Gerusalemme, nella tana del lupo. Oggi, però, il “Satan”esiste ancora, per noi, come un essere spirituale ma solo perché ci hanno fatto credere, lungo la storia, che egli è uno spirito maligno e qui si realizza la più grande falsificazione mentale; infatti, questo inquietante personaggio, noi lo portiamo dentro, non come spirito maligno personale ma come “idea”. E sappiamo bene che, per la psiche umana, quando si ha paura di un’idea, la stessa idea può essere percepita come realtà concreta, anche se dimostrata immaginaria e può creare delle autentiche nevrosi ossessive. Lo sa bene chi soffre di fobie. L’oggetto della fobia è immaginario eppure se ne ha paura come se fosse reale. Cambiando, dunque, il “senso” ai termini in gioco, gli stessi termini possono assumere parvenze reali che disturbano la mente. Il potere religioso ha bisogno di questo stato di cose per mantenere inalterata la propria supremazia sulle Coscienze. A chi di noi,quando era bambino, non è stato detto: "Fai il buono altrimenti chiamo l'uomo nero"? Attenzione, dunque a non farsi plagiare.
Nel tempo queste tre figure (daimon, satan e diabolos) hanno assunto tutte lo stesso significato: Un essere spirituale malvagio. Si assume una gravissima responsabilità chi spaccia per vere delle realtà che vengono fuori da grossolani errori di traduzioni e da cambiamenti dei “sensi originari” dei termini in questione. Il “diabolos”, poi, è la traduzione greca del satan ebraico, significa la stessa cosa. Ma qualcuno può dire: E le tentazioni di Gesù? Altro falso storico e teologico. Gesù è diviso in se stesso, quando sta nel deserto e si chiede: “Come devo esprimere il mio messianismo? Come vogliono i miei connazionali, combattendo i Romani o alla maniera del servo del Signore, profetizzato in Isaia, che cambia il cuore dell’uomo dall'interno? Nel momento in cui Gesù decide per la seconda visione messianica, quella voluta dal Padre, allora il "satan", cioè quella parte avversaria che connota il cuore di ogni uomo, si allontanò da lui. Gesù è tentato proprio nel mettere in pratica il suo messianismo: Glorioso o Servizievole? Comprende in sé che deve essere il Messia che porta nel mondo l’Amore disinteressato e gratuito. E' in se stesso, dunque, che opera questa tentazione. Ora,siccome noi portiamo ancora, nella nostra mente, l'idea di questo spirito maligno, di fatto inesistente, l’istituzione cattolica che cosa fa? Crea esorcisti che cercano di ricacciare dalla porta una realtà che essi stessi fanno poi rientrare dalla finestra, predicandone la presenza. Queste credenze non vengono fuori dai testi originari ma da traduzioni sbagliate a cui sono stati dati "sensi" diversi da come erano originariamente. Nel prossimo articolo affronteremo il tema dell’inferno anch’esso inesistente nei Vangeli scritti in greco.

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