lunedì 25 gennaio 2010

LA PAURA DI PERDERE LA PROPRIA IDENTITA'

TRA IDENTITA' E MULTICULTURALISMO: GIUSEPPE TRENTIN RISPONDE...

(tratto da La Difesa del Popolo del 24 gennaio 2010, settimanale diocesano)

DOMANDA
Non pensa anche lei che il multiculturalismo, così come ci viene propinato, annichilisca le identità? Se tutte le culture e le religioni sono uguali, a che serve un prete, un cardinale e una gerarchia? Se la mia identità fosse solo definita dal mio livello di "solidarietà", è forse necessario essere un credente e un cattolico per praticarla? Nella sua rozzezza e virulenza la Lega, magari in maniera indistinta e confusa, coglie questo problema, che del resto è ben noto ai teologi. [...]
Lina Meneghetti

RISPOSTA-DOMANDA
E' certamente vero che, se si interpreta il multiculturalismo come puro e semplice accostamento di culture e non invece come interculturalità, il rischio di perdere o quanto meno di annacquare la propria identità nell'indifferentismo o relativismo religioso è reale. Ma allora il problema è: come evitare questo rischio?
E' sufficiente rivendicare o difendere a spada tratta la propria cultura, le proprie radici, o non è necessario e urgente ripensare più storicamente, più culturalmente, il processo di progressiva costruzione e formazione della propria identità aprendo, da una parte, un processo di inculturazione, di vero ripensamento della fede cristiana, dall'altra una fase di maggiore disponibilità all'interculturalità, al dialogo, alla conoscenza di altre culture, altre religioni? [...]
Giuseppe Trentin
(presbitero e docente di Teologia Morale)

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